Rinoplastica

Intervento che permette di migliorare l’aspetto estetico del naso, modificandone forma e dimensioni. Se si interviene, a scopo funzionale, anche a livello del setto nasale, si parla di rinosettoplastica. Se si desidera solamente una rettilineizzazione dl profilo nasale e un’elevazione della punta, è talvolta possibile effettuare una correzione ambulatoriale temporanea tramite iniezioni di filler di acido ialuronico (rinofiller).

INDICAZIONI

Il risultato finale è condizionato dalle caratteristiche anatomiche di partenza di ogni soggetto, quindi il chirurgo, durante la visita preoperatoria, valuterà le richieste del paziente, illustrerà il tipo di intervento necessario e chiarirà le possibili aspettative.

In genere candidati all’intervento sono pazienti che vogliono ridurre la larghezza e la proiezione della piramide nasale, ridurne la gibbosità, elevarne e assottigliarne la punta. Più raramente, sono candidati ad una rinoplastica di ingrandimento soggetti in cui, dopo traumi, si è verificato un riassorbimento delle cartilagini nasali.

INTERVENTO

Prima della rinoplastica può essere necessario sospendere alcuni farmaci (FANS, anticoagulanti, pillola estroprogestinica, etc) e si effettuano gli esami preoperatori di routine. L’intervento viene effettuato in sala operatoria, in anestesia locale con sedazione oppure in anestesia generale.

Le incisioni sono in genere praticate nel vestibolo nasale, quindi non esitano cicatrici visibili. Più raramente può essere necessario effettuare un’incisione cutanea sulla columella (la porzione di naso che separa le narici): in questo caso si parla di rinoplastica open. La cute viene separata dalla porzione cartilaginea e ossea sottostante, quindi si procede a rimodellare il gibbo osseo e cartilagineo e le ossa nasali vengono fratturate alla base ed avvicinate per ricreare un dorso nasale più rettilineo e una piramide nasale più piccola. La cartilagine del setto, se necessario, viene corretta e si modellano le cartilagini alari e triangolari per correggere la punta. Nel caso di interventi ricostruttivi post-traumatici o per ottenere una maggiore elevazione della punta o una maggiore proiezione nasale, può essere necessario effettuare degli innesti cartilaginei. Si appone una medicazione rigida sul dorso nasale e solitamente vengono posizionati dei tamponi che vengono rimossi il giorno successivo.

POST-OPERATORIO

Il paziente viene dimesso la sera stessa o il mattino dopo con adeguata terapia antibiotica ed un blando analgesico per controllare il minimo dolore. Nei primi giorni è presente un normale edema della zona nasale e palpebrale con eventuali ecchimosi di entità variabile, che si risolvono in genere in una settimana . La medicazione rigida viene rimossa dopo una settimana e si possono gradualmente riprendere le normali attività. Si può guidare l’auto dopo un giorno e riprendere l’attività sportiva dopo due settimane (almeno un mese per sport potenzialmente traumatici).

La forma del naso si definisce a partire dai 2 mesi, per assestarsi definitivamente in 6-12 mesi.

POSSIBILI COMPLICANZE

Le complicanze sono rare, riconducibili nell’immediato soprattutto ad infezioni che vengono comunque prevenute con un’adeguata profilassi antibiotica e non compromettono il risultato finale. Possono verificarsi epistassi di breve durata. Nei mesi successivi, con l’assestamento dei tessuti trattati, si possono verificare delle piccole irregolarità del dorso o della punta nasale che possono essere corrette in anestesia locale.

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